L’ex difensore di Lazio e Milan si confessa, tra ricordi passati e uno sguardo al presente, a DAZN.
Alessandro Nesta, difensore che nella sua straordinaria carriera ha indossato le maglie di Lazio, Milan e Nazionale, si confessa a 360° nell’intervista concessa a Giorgia Rossi, all’interno dello spazio di DAZN Giorgia’s Secret. A cominciare dalla sua passione smisurata per il gioco del calcio: “Darei un dito per tornare a giocare. È stata una figata giocare a calcio. Rivivere quelle sensazioni non ha prezzo. Sono dovuto diventare forte mentalmente, ho raggiunto grandi livelli da giovane e devi crescere velocemente per saper gestire la pressione. La prima volta che ho pensato di smettere è stato quando mi sono fidanzato a 14 anni. Scopri un mondo diverso perché giocare a calcio a 14 anni è un sacrificio, tutti i giorni vai a giocare mentre dopo è una figata. Poi ci sono stati gli infortuni, soprattutto quello alla schiena. Pensavo di smettere ma poi alla fine sono riuscito a ripartire”.
Cosa manca al calcio italiano
Dallo sguardo rivolto con nostalgia ad un calcio che non esiste più, si passa a quello di oggi e ai problemi che il nostro movimento affronta ormai da anni, come dimostrano i recenti insuccessi dei nostri club in Europa e quelli dell’Italia: “I ragazzi oggi hanno troppe cose per la testa. Hanno una vita abbastanza agiata, noi avevamo più ambizione. Quando raggiungevamo un risultato buono andavamo alla ricerca di qualcosa di più. Oggi la gente si accontenta e non vuole faticare per raggiungere qualcosa di più. Io ero malato… Ma quella era ambizione vera. Ogni domenica guardavo le statistiche e volevo superare Thuram nella classifica delle palle recuperate. Era uno stimolo perché c’erano dei fuoriclasse”. E sulla ricetta per riavere una grande Nazionale, ai microfoni di DAZN Alessandro Nesta non sembra avere dubbi: “Per me mancano quei tre giocatori fuoriclasse che tutte le nazionali hanno. A noi ci manca questo, abbiamo tanti buoni giocatori ma poi manca leadership. Mancano 3-4 campioni veri. E soprattutto leader tipo Chiellini e Bonucci”.
Alla Lazio gioie e dolori
A Giorgia’s Secret, uno dei difensori più forti di sempre del nostro calcio ha anche affrontato il capitolo relativo al primo grande amore della sua carriera, la Lazio: “Quando ho vinto lo Scudetto mi sentivo il Papa. Il momento della vita nel quale mi sono sentito più importante, coronando il sogno di mio papà. Il momento della crisi prima dell’addio? Da capitano venivano tutti da me a chiedere quando sarebbero arrivati gli stipendi. Ero giovane ed è stata una situazione difficile da gestire. Andavo nei consigli d’amministrazione… Quando sono andato via ho lasciato lo stipendio di 8 mesi… ma non volevo andare via. Sin da piccolo non mi sarei mai visto con una maglia diversa da quella della Lazio. Poi mi sono preso i fischi, ma va bene così”.
I miei fratelli al Milan
Altrettanto significativo è stato il suo passaggio al Milan, dove ha rivinto lo Scudetto – due volte – ma soprattutto si è consacrato a livello internazionale. Sull’esperienza in rossonero, a DAZN Alessandro Nesta si esprime così: “Ho vissuto una vita pazzesca, con fratelli pazzeschi: quando ci ritroviamo coi compagni del Milan, bastano pochi minuti e ricomincia lo spogliatoio. Si fa gli stupidi e si ride come ragazzini, anche ora che abbiamo 50 anni. Mi sento spesso con Pirlo, Brocchi, Gattuso, Ambrosini… La finale persa ad Istanbul è stato uno dei giorni più brutti della mia vita calcistica. Ci ho pensato per mesi. È stata tosta ma capita. Importante è restare pronto. L’occasione torna. A me nella vita è sempre successo così. E infatti poi arriva Atene”. Un altro compagno con cui ha legato molto in rossonero è stato Clarence Seedorf: “Siamo talmente amici che posso permettermi di dirlo. Con Clarence abbiamo rischiato di picchiarci, almeno tre volte. Lui ha un carattere molto forte e ci siamo scontrati. Poi siamo diventati amici per la pelle”.
Mai alla Roma
Sul Milan di oggi, tornato nelle mani di Allegri: “Spero possa arrivare lontano, spero non si incasinino. Per me Max è migliorato nella gestione dei calciatori. Modric? Gli direi di continuare. Dai tempi di Pirlo non vedevo un giocatore così a San Siro”. Infine, a Giorgia’s Secret, Alessandro Nesta si sofferma per un attimo sulla sua rivalità con la Roma ed il rapporto con Francesco Totti: ‘Ci siamo affrontati la prima volta quando avevamo 8 anni, ormai si conoscevano le famiglie, c’è stato un rapporto incredibile: non l’ho mai sofferto. Io allenatore alla Roma? No, non potrei mai. Non si può fare. Di questa cosa sono sicuro’.
