Chivu: «Non sono uno stupido, mi sono dovuto adattare. Bastoni fuori contro il Cagliari»

Noticias de fútbol » Chivu: «Non sono uno stupido, mi sono dovuto adattare. Bastoni fuori contro il Cagliari»
Preview Chivu: «Non sono uno stupido, mi sono dovuto adattare. Bastoni fuori contro il Cagliari»

L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha risposto alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa. La squadra nerazzurra affronterà il Cagliari a San Siro, un’opportunità per aumentare il distacco dal Napoli e consolidare la vetta della classifica. Oltre a fare il punto sulla condizione della squadra, Chivu ha annunciato la clamorosa esclusione di Alessandro Bastoni dalla lista dei convocati per la partita di domani e ha ribadito la sua posizione sulle recenti polemiche e dichiarazioni.

PRESTAZIONI SEMPRE POSITIVE

Cosa servirà mettere in campo domani?

«Le prestazioni non sono mai mancate, poi è ovvio che si giudica in base al risultato. Ci proveremo anche domani, mancano 6 partite alla fine del campionato e poi in Coppa vedremo, ma dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto fino a questo momento.»

I PERCHE’ DEGLI ALTI E BASSI

Il focus sull’obiettivo è la cosa più importante?

«Abbiamo sempre cercato di portarlo in campo, per quanto riguarda la consapevolezza dei momenti della stagione. Sempre cercando di adattarci a momenti, partite e ciò che l’avversario propone, che ci spinge ad adattarci. Abbiamo avuto alti e bassi in questo, in alcune partite lo abbiamo capito al volo, in altre ci abbiamo messo di più, qualche volta per le assenze, qualche volta per cali fisici, ma abbiamo sempre dato tutto, così come nelle ultime partite. Poi una volta finite le insidie delle nazionali, tutti si sono calati in questo finale di stagione per quelli che sono gli obiettivi del nostro club.»

NEL CALCIO SERVE IRONIA

Dopo la vittoria contro il Como ha fatto discutere molto la sua battuta, cosa c’era dietro?

«Se non capiamo l’ironia è meglio iniziare a fare altro. Viviamo in un mondo in cui viene preso tutto troppo sul serio. La narrativa asseconda amicizie o il dovere di difendere uno o l’altro. Io mi sono messo a dire cose che dicono anche altri, sono cose reali, non mi sono inventato niente e l’ho detto con il sorriso sulle labbra, anche se qualcuno se l’è presa. Non bisogna prendersela male se la squadra del cuore o l’amico del cuore non ce la fa ad arrivare in fondo.»

BASTONI E’ FUORI

Come sta Bastoni, non solo dal punto di vista fisico?

«La smetterei di parlare di lui, si parla di lui da un mese a questa parte e mai per elogiarlo, mentre ce ne sarebbe la possibilità di farlo. È uno che dà sempre la sua disponibilità, ci ha messo credito anche in Nazionale e ha provato a dare il proprio contributo. Adesso ha un problema fisico perché la caviglia non è al 100%, si è allenato poco e non è al massimo. Bisogna dargli fiducia e farlo sentire importante con il gruppo, con la consapevolezza che non è al 100%, ma lo ringraziamo per quello che ci da. Domani non sarà convocato, rimarrà fuori per riprendersi.»

FACCIO AUTOCRITICA

Marotta poco fa ha detto che è confermato anche per la prossima stagione. A che punto è arrivato della sua esperienza all’Inter?

«Io miglioro e imparo tutti i giorni. Tutte le mattine mi guardo allo specchio e faccio autocritica, guardo sempre gli errori che combino e spero di non averne fatti troppi. Dal punto di vista professionale e umano, imparo e migliore, anche nell’essere premuroso con i miei ragazzi, sul come parlargli… Spesso devo mettere cerotti, fare due coccole o due abbracci. A volte non è facile gestire le pressioni mediatiche, anche se sappiamo che la negatività vende. Si vive nella cultura dell’imballaggio che disprezza i contenuti. Io devo farli sentire umani e non robot, devo fargli capire che devono solo guadagnare il rispetto dei propri compagni.»

LA STORIA DI SERANTONI

Abbiamo visto in settimana una storia bellissima di un vostro ragazzo delle giovanili (Serantoni) tornato a giocare con il caschetto dopo un grave incidente e fare anche gol. Le ha smosso qualcosa?

«Sono stato tra i primi venuto a conoscenza dell’accaduto e a chiamarlo. Ero appena arrivato qui, volevo parlare con lui e con la sua famiglia. È venuto qui a incontrarci, mi ha fatto piacere vedere un ragazzo con tanta ambizione, con il sorriso sulle labbra e con la voglia di tornare. È ambizioso, gli ho dato qualche consiglio sul caschetto da utilizzare. La cosa importante è che sia felice. Mi ha fatto piacere rivederlo in campo con il caschetto, ho visto che usavo lo stesso mio, gli consiglio di tagliare la parte sopra le orecchie per sentire meglio. L’ho visto sorridente e felice, la cosa più bella.»

BISSECK E LAUTARO

Come stanno Bisseck e Lautaro?

«Il primo ha già iniziato a lavorare in campo e a breve si aggiungerà al gruppo. Lautaro, rispetto ai tempi che ci avevano detto, è in regola. Settimana prossima anche lui tornerà in campo. Si tratta di giorni.»

CAMBIATO? TUTTA COLPA DEL POST-JUVE

Qualcuno dice che è cambiato e che non è più lo stesso, forse adesso che vince da più fastidio?

«Io posso essere tutto ma di sicuro non sono un fesso. Non rientro in base alla narrativa, ma rispetto al ruolo che occupo in questo gruppo. Dicevo determinate cose in un determinato modo perché è cambiato tutto. Mi sono adeguato. È cambiata l’aspettativa, un allenatore inesperto dicevano. Lo cacciano via e dicevano chi sarebbe venuto. Invece si è andato avanti grazie ad un gruppo di uomini e ragazzi che hanno avuto l’ambizione di essere competitivi. Strada facendo le cose sono cambiate. Tutto nasce nel post Juve. Lì diventa tutto una gogna mediatica sia per quanto riguarda l’Inter e un giocatore dell’Inter. Lì la narrazione cambia. Non sono mai stato polemico, non ho mai messo la maschera. Ho sempre cercato di non parlare di arbitri e di mantenere un equilibrio. Se a qualcuno non gli va bene quello che dico, pur mantenendo coerenza, non è affar mio. Io penso a quello che sono io. Alla gente che mi ama, lavoro per loro. Per chiarire la cosa che ho detto pre Juve… quando vedrò un allenatore che riuscirà a dire che ha avuto un errore a favore inizierò a parlare di arbitri. Ma non ho mai detto che sarò io il primo a parlare di arbitri.»

CAMPIONATO MEDIOCRE? TROPPO FACILE

Qualcuno dice che questo è un campionato mediocre, le da fastidio?

«Così è troppo facile. Vorrei essere mediocre e primo in classifica per tutta la vita. Questo mi dà la certezza di un lavoro fatto bene e di una società che fa bene il proprio lavoro.»

Intervista a Chivu: le sue dichiarazioni in spagnolo

Chivu: «No soy tonto, tuve que adaptarme. Bastoni fuera contra el Cagliari»

El entrenador del Inter, Cristian Chivu, respondió a las preguntas de los periodistas en la habitual rueda de prensa. El equipo nerazzurro se enfrentará al Cagliari en San Siro, una oportunidad para aumentar la distancia con el Napoli y consolidar la cima de la clasificación. Además de hacer un balance de la condición del equipo, Chivu anunció la sorprendente exclusión de Alessandro Bastoni de la lista de convocados para el partido de mañana y reiteró su postura sobre las recientes polémicas y declaraciones.

RENDIMIENTOS SIEMPRE POSITIVOS

¿Qué será necesario poner en el campo mañana?

«Los rendimientos nunca han faltado, luego es obvio que se juzga en base al resultado. Lo intentaremos de nuevo mañana, faltan 6 partidos para el final del campeonato y luego en la Copa veremos, pero debemos estar orgullosos de lo que hemos hecho hasta ahora.»

LAS RAZONES DE LOS ALTOS Y BAJOS

¿El enfoque en el objetivo es lo más importante?

«Siempre hemos intentado llevarlo al campo, en lo que respecta a la conciencia de los momentos de la temporada. Siempre buscando adaptarnos a los momentos, a los partidos y a lo que propone el adversario, lo que nos obliga a adaptarnos. Hemos tenido altibajos en esto, en algunos partidos lo entendimos al vuelo, en otros nos costó más, a veces por las ausencias, a veces por bajones físicos, pero siempre lo hemos dado todo, al igual que en los últimos partidos. Luego, una vez finalizadas las insidias de las selecciones, todos se han metido en este final de temporada para los objetivos de nuestro club.»

EN EL FÚTBOL SE NECESITA IRONÍA

Después de la victoria contra el Como, su broma generó mucha discusión, ¿qué había detrás?

«Si no entendemos la ironía, es mejor empezar a hacer otra cosa. Vivimos en un mundo en el que todo se toma demasiado en serio. La narrativa favorece amistades o el deber de defender a uno u otro. Yo me puse a decir cosas que también dicen otros, son cosas reales, no me inventé nada y lo dije con una sonrisa en los labios, aunque a algunos les sentó mal. No hay que enfadarse si al equipo del corazón o al amigo del corazón no le salen las cosas.»

BASTONI ESTÁ FUERA

¿Cómo está Bastoni, no solo físicamente?

«Dejaría de hablar de él, se habla de él desde hace un mes y nunca para elogiarlo, cuando habría la posibilidad de hacerlo. Es alguien que siempre se ofrece, ha tenido confianza incluso en la Selección Nacional y ha intentado aportar su contribución. Ahora tiene un problema físico porque el tobillo no está al 100%, se ha entrenado poco y no está al máximo. Hay que darle confianza y hacerlo sentir importante con el grupo, sabiendo que no está al 100%, pero le agradecemos lo que nos da. Mañana no será convocado, se quedará fuera para recuperarse.»

HAGO AUTOCRÍTICA

Marotta dijo hace poco que está confirmado también para la próxima temporada. ¿En qué punto está de su experiencia en el Inter?

«Yo mejoro y aprendo todos los días. Todas las mañanas me miro al espejo y hago autocrítica, siempre busco los errores que cometo y espero no haber cometido demasiados. Desde el punto de vista profesional y humano, aprendo y mejoro, incluso en ser considerado con mis chicos, en cómo hablarles… A menudo tengo que poner tiritas, dar mimos o abrazos. A veces no es fácil gestionar las presiones mediáticas, aunque sabemos que la negatividad vende. Vivimos en una cultura del embalaje que desprecia los contenidos. Yo tengo que hacerles sentir humanos y no robots, tengo que hacerles entender que solo deben ganarse el respeto de sus compañeros.»

LA HISTORIA DE SERANTONI

Hemos visto esta semana una historia preciosa de un chico de vuestra cantera (Serantoni) que volvió a jugar con el casco después de un grave accidente e incluso marcó un gol. ¿Le ha conmovido algo?

«Fui uno de los primeros en enterarme de lo sucedido y en llamarlo. Acababa de llegar aquí, quería hablar con él y con su familia. Vino aquí a encontrarse con nosotros, me alegró ver a un chico con tanta ambición, con una sonrisa en los labios y con ganas de volver. Es ambicioso, le di algunos consejos sobre el casco que debía usar. Lo importante es que sea feliz. Me alegré de volver a verlo en el campo con el casco, vi que usaba uno como el mío, le aconsejo que se corte la parte de arriba de las orejas para oír mejor. Lo vi sonriente y feliz, lo más bonito.»

BISSECK Y LAUTARO

¿Cómo están Bisseck y Lautaro?

«El primero ya ha empezado a trabajar en el campo y pronto se unirá al grupo. Lautaro, en comparación con los plazos que nos habían dado, va según lo previsto. La semana que viene él también volverá al campo. Se trata de cuestión de días.»

¿CAMBIADO? TODO CULPA DEL POST-JUVE

Algunos dicen que ha cambiado y que ya no es el mismo, ¿quizás ahora que gana molesta más?

«Yo puedo ser muchas cosas, pero seguro que no soy tonto. No me ajusto a la narrativa, sino al rol que ocupo en este grupo. Decía ciertas cosas de una manera determinada porque todo había cambiado. Me adapté. Ha cambiado la expectativa, decían que era un entrenador inexperto. Lo echarían y dirían quién vendría. En cambio, hemos seguido adelante gracias a un grupo de hombres y chicos que han tenido la ambición de ser competitivos. A lo largo del camino las cosas han cambiado. Todo nace en el post-Juve. Allí todo se convierte en un linchamiento mediático tanto por lo que respecta al Inter como a un jugador del Inter. Allí la narrativa cambia. Nunca he sido polémico, nunca me he puesto una máscara. Siempre he intentado no hablar de los árbitros y mantener un equilibrio. Si a alguien no le gusta lo que digo, a pesar de mantener la coherencia, no es mi problema. Yo pienso en lo que soy yo. A la gente que me quiere, trabajo para ellos. Para aclarar lo que dije antes del partido contra la Juve… cuando vea a un entrenador que sea capaz de decir que ha tenido un error a favor empezaré a hablar de árbitros. Pero nunca he dicho que seré yo el primero en hablar de árbitros.»

¿CAMPEONATO MEDIOCRE? DEMASIADO FÁCIL

Algunos dicen que este es un campeonato mediocre, ¿le molesta?

«Así es demasiado fácil. Me gustaría ser mediocre y estar primero en la clasificación toda la vida. Esto me da la certeza de un trabajo bien hecho y de una sociedad que hace bien su trabajo.»