Paolo De Ceglie torna in campo dopo 5 anni e porta l’Aosta in Promozione: gol decisivi per il sogno

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Una storia di grande attaccamento e passione per il calcio ha visto protagonista l’ex giocatore di Juventus e Parma, Paolo De Ceglie. Dopo cinque anni dal suo ritiro dalle competizioni professionistiche, De Ceglie è tornato a indossare gli scarpini per aiutare il CGC Aosta, club presieduto da suo padre Giulio. L’ex terzino, ora 39enne, ha condiviso con La Gazzetta dello Sport i dettagli di questa storica promozione in Promozione della sua squadra.

De Ceglie ha spiegato come il progetto del club sia nato con l’obiettivo di sviluppare il settore giovanile e le attività di base, ponendo l’accento sui valori umani. Successivamente, è stata creata la prima squadra per offrire continuità a questi giovani atleti. Partendo dalla Terza Categoria, il team ha raggiunto il traguardo della Promozione. L’ex giocatore ha sottolineato come la scelta sia stata quella di valorizzare i talenti locali e le risorse interne, anziché investire nell’acquisto di giocatori esperti, promuovendo un ambiente basato sui valori sportivi e sul senso di appartenenza. De Ceglie stesso ha cercato di essere un esempio di costanza e attenzione ai dettagli, adattandosi a un calcio meno sotto i riflettori e riscoprendo il piacere del gioco.

UNA TIRA L’ALTRA

Paolo De Ceglie ha sempre seguito da vicino la squadra, avendo visto crescere molti dei giovani giocatori fin dall’età di cinque anni. Dopo una pausa dal calcio professionistico, ha deciso di unirsi a suo padre per supportarlo nell’allenamento e nell’organizzazione del club, con l’obiettivo iniziale di raggiungere la Promozione. Inizialmente, l’idea era di tesserarsi solo per disputare un’ultima partita con suo padre in panchina e suo cugino in campo. Tuttavia, a causa delle necessità e della passione, De Ceglie ha contribuito con gol decisivi per il raggiungimento di questo traguardo. L’obiettivo primario, però, è sempre stato quello di valorizzare il percorso di questi giovani eccezionali, che hanno dovuto bilanciare l’impegno sportivo con il lavoro e le sfide del territorio, specialmente durante i mesi invernali. Questa è considerata la soddisfazione più grande.

RICORDI LEGATI ALLA JUVE

De Ceglie ha ricordato con ammirazione la scelta di molti campioni di rimanere in Serie B dopo la vittoria della Coppa del Mondo, un gesto che contrasta con il calcio odierno e che ha rappresentato un esempio trainante per la sua carriera. L’annata in Serie B fu fondamentale per il ritorno alla vittoria della Juventus, ripartendo dai valori umani degli atleti dilettanti.

Il segreto del primo Scudetto con Antonio Conte è stato, secondo De Ceglie, la scelta di persone giuste e motivate a tutti i livelli: dirigenziale, staff e giocatori. Si è creata una grande alchimia che ha permesso di raggiungere obiettivi importanti. Andrea Agnelli viene identificato come l’artefice di nove anni di successi e crescita grazie alla sua visione futuristica.

De Ceglie ha evidenziato l’immediato potenziale di Paul Pogba, osservato dopo pochi allenamenti, e si è detto sorpreso che sia arrivato a parametro zero. C’era la sensazione che potesse diventare uno dei migliori centrocampisti al mondo, e dispiace che problemi fisici negli ultimi anni gli abbiano impedito di esprimere appieno il suo talento. Carlos Tevez, invece, è arrivato con una carriera già consolidata. Nonostante qualche dubbio iniziale sull’integrazione nello spogliatoio, Tevez si è dimostrato un leader eccezionale sia dentro che fuori dal campo.

PARMA E LA DOPPIETTA ALL’INTER

La doppietta segnata contro l’Inter è stata fondamentale per la città di Parma in un momento difficile, regalando gioia a una piazza così importante. Per un giocatore juventino, segnare due gol ai nerazzurri ha avuto un doppio valore emotivo.

L’unico rimpianto nella carriera di De Ceglie è non aver indossato la maglia della Nazionale. A causa di infortuni, ha dovuto saltare due convocazioni prima dell’Europeo del 2012, durante le qualificazioni.