Cristian Stellini, ex vice di Antonio Conte al Napoli, ha risposto alle critiche mosse dal calciatore Kevin De Bruyne riguardo alla gestione dell’allenatore. Stellini ha sottolineato l’importanza dell’entusiasmo e dell’atteggiamento positivo, contrapponendo la sua visione a quella del giocatore.
Le dichiarazioni di Kevin De Bruyne, riguardo al suo primo anno al Napoli e al suo rapporto con l’ex tecnico Antonio Conte, hanno suscitato una risposta da parte di Cristian Stellini, che ricopriva il ruolo di vice di Conte. Tramite il quotidiano «Corriere dello Sport», Stellini ha replicato alle affermazioni del belga, il cui legame con Conte non è mai stato particolarmente solido.
Le dichiarazioni di De Bruyne
In precedenza, De Bruyne aveva espresso a «Het Nieuwsblad» il suo disaccordo con la visione calcistica di Conte, affermando: «Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia. Non ho mai avuto la possibilità di giocare nella mia posizione preferita. Se cerchi di vincere ogni partita con un solo goal di scarto con un 5-4-1, proponi un certo tipo di calcio… All’inizio della stagione giocavamo addirittura molto arretrati. Il nostro capocannoniere ha segnato dieci goal. Quindi sai che le statistiche non saranno grandi. Sono felice per la sua partenza. Mi erano state promesse cose che non sono state rispettate».
La replica di Stellini
Stellini ha replicato con fermezza alle parole del giocatore: «Ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato di una stagione. Se devono arrivare calciatori con questa esperienza, che almeno trasmettano gioia ed entusiasmo ai giovani di vivere una piazza come Napoli. Lui non lo ha fatto. Gli auguro di vivere esperienze più simili a ciò che vuole, magari già in Nazionale».
L’esempio di Modric
Per illustrare il suo punto di vista, Stellini ha citato Luka Modric come esempio di professionista: «Sono colpito di come Modric si sia inserito nel Milan. Ha guidato i compagni con leadership ed entusiasmo pur in una squadra molto pragmatica, senza mai dare giudizi su dirigenza e allenatore. Essere professionisti significa anche capire cosa serve fare per rendere l’ambiente in cui giochi il migliore possibile».
