L’ex attaccante Fabrizio Ravanelli ha ripercorso la vittoria della Champions League del 1996, definendo quella Juventus la più forte di sempre.
Un trionfo memorabile: Trent’anni fa, allo Stadio Olimpico di Roma, la Juventus conquistava la sua seconda Coppa dei Campioni, battendo l’Ajax ai rigori dopo un’emozionante finale. Fabrizio Ravanelli, autore del gol del momentaneo 1-0, ha condiviso ricordi preziosi sulla magica annata in un’intervista a Cronache.
Viaggi in pullman e buona sorte: Ravanelli ha raccontato l’atmosfera speciale dei viaggi in pullman, inizialmente accompagnati dalla musica di Jovanotti, poi sostituita da quella di Eros Ramazzotti, grande tifoso juventino, che portò fortuna alla squadra.
La maglia iconica: L’ex attaccante conserva ancora la maglia originale della finale, quella con cui segnò il primo gol, mentre l’altra fu scambiata con il compagno di squadra Bogarde.
La mentalità vincente: Ravanelli ha compreso la grandezza della Juventus fin dal primo giorno, impressionato dalla dedizione e dalla cultura del lavoro dei suoi compagni. La mentalità cambiò radicalmente con l’arrivo di Marcello Lippi, che puntò sul gruppo anziché su un singolo giocatore, come Roberto Baggio.
Allenamenti estenuanti: La preparazione atletica sotto la guida di Ventrone era incredibilmente dura, con ripetute estenuanti che rendevano difficile persino uscire la sera. Ravanelli ha definito quell’anno il più faticoso della sua carriera.
La forza del gruppo: Il passaggio al modulo 4-3-3 e l’arrivo di giocatori come Ferrara, Deschamps, Jugovic, Conte, Di Livio e Tacchinardi rafforzarono ulteriormente la squadra. La priorità assoluta divenne la Champions League, consapevolezza che portò la Juventus a fare la storia.
Il legame con Del Piero: Ravanelli ha elogiato Alessandro Del Piero, definendolo un talento umile e responsabile, e sottolineando la sua importanza per la Juventus anche al di fuori del campo. Ha anche ricordato un aneddoto su un rimprovero di Moggi a Del Piero.
Una squadra imbattibile: L’ex attaccante è convinto che quella Juventus del ’96 fosse la squadra più forte di sempre, capace di battere chiunque, persino l’Impero Romano, grazie a una fame di vittoria e a un’unione di intenti senza precedenti.
Un’amicizia indissolubile: Ravanelli ha poi parlato del suo legame con Gianluca Vialli, definendolo un fratello e un esempio di uomo e giocatore, capace di ispirare e aiutare chiunque.
