L’ex giocatore di Atalanta e Lecce, Adriano Ferreira Pinto, a 46 anni, racconta la sua straordinaria carriera nel mondo del calcio, un percorso segnato da difficoltà economiche, sacrifici e un amore incrollabile per il gioco.
La carriera di Adriano Ferreira Pinto è un esempio di perseveranza e passione. Nonostante le umili origini in Brasile, dove la povertà ha segnato la sua infanzia, e la necessità di lavorare duramente per sostenere la famiglia, il sogno del calcio non si è mai spento.
«A un certo punto avevo bisogno di lavorare e raccogliendo le arance riuscivo a guadagnare. Il sogno del calcio sembrava svanito,» ha dichiarato Pinto in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, «poi per fortuna le cose sono cambiate».
Cresciuto in una famiglia di agricoltori, Pinto ha trascorso parte della sua giovinezza lavorando nei campi, un’esperienza che lo ha segnato profondamente, specialmente dopo la morte del padre a causa dell’esposizione a pesticidi.
La sua gavetta nel calcio è iniziata senza alcun settore giovanile, giocando scalzo su campi di terra, e l’uso delle scarpe da calcio è stato inizialmente un ostacolo a causa della diversa sensibilità.
La svolta è arrivata all’Uniao Sao Joao, dove, nonostante un provino inizialmente rifiutato per non lasciare il lavoro, si è fatto notare segnando 27 gol in 30 partite in Serie C all’età di 19 anni.
Un’esperienza in Belgio allo Standard Liegi si è rivelata breve e difficile, segnata dalla solitudine e dalla barriera linguistica, spingendolo a tornare in Brasile e, per un periodo, a riprendere la raccolta delle arance.
Tuttavia, il richiamo del calcio è stato troppo forte. Un provino al Paranà e la consegna di un DVD con i suoi gol a Adriano Mezavilla hanno aperto le porte all’Italia. Per permettersi il biglietto aereo, Pinto ha venduto la sua macchina.
Il suo arrivo in Italia nel 2002, al Lanciano, è stato quasi per caso, approfittando dell’infortunio di due attaccanti. Da quel momento, Pinto non ha più lasciato l’Italia, giocando per diverse squadre tra cui Cesena, Varese, Perugia e, soprattutto, l’Atalanta.
«Bergamo è la città della mia vita,» ha commentato Pinto, ricordando con affetto la sua esperienza all’Atalanta, dove ha realizzato il sogno di giocare in Serie A, promesso a sua madre.
Oggi, a 46 anni, Adriano Ferreira Pinto continua a giocare nei dilettanti dell’Almè, dimostrando che la passione per il calcio non conosce età.
